Diamoci una scossa

Chi mi conosce bene sa che sono un tipo che ama “provocare” a fin di bene, una “scossa” benefica per coscienze statiche, refrattarie e resistenti al cambiamento.

“Una piccola scossa elettrica al cervello è abbastanza per aumentare le abilità, e l’effetto dura 6 mesi”

Con l’uscita nazionale del rapporto degli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano, “Professionisti & Innovazione digitale” avvenuta nel convegno di presentazione della ricerca in quel di Milano il 26 febbraio scorso, con replica che si terrà il 22 marzo 2016 a Roma, le mie tesi sul diffuso e dilagante immobilismo digitale e resistenza al cambiamento dei Professionisti non possono più essere confutate.

E allora diamoci una scossa!!!! sei pronto?

Ho da sempre sostenuto che, a livello di approccio all’innovazione tecnologica, noi professionisti dell’area giuridico-amministrativa possiamo essere raggruppati in 3 categorie principali, ora tutto ciò viene confermato anche dalla ricerca del politecnico.

categorie professionisti

  1. Scettici e refrattari, ovvero, “aspetta che ci penso bene” (il politecnico li chiama Periferici seduti o Efficienti miopi);
  2. Filiali delle grandi software house (nome coniato dal politecnico: Benestanti ricettivi o Innovatori caotici);
  3. Audaci indipendenti (denominati Avanguardie strutturate dai ricercatori del politecnico).

Leggendo le percentuali di appartenenza c’è da star altro che tranquilli.

La prima categoria, quella dalle peggiori performance e prospettive, è composta dal 58% dei professionisti Avvocati, Commercialisti e Consulenti del Lavoro; è quella formata da coloro che mandano imprecazioni all’indirizzo del legislatore ogni qualvolta li obbliga ad un nuovo adempimento telematico, digitale, tecnologico; coloro, tanto per capirci, che in Studio usano giusto il software gestionale rigorosamente scelto fra quelli che costano meno –“tanto son tutti precisi”-, Entratel, il punto cliente INAIL, il cassetto previdenziale INPS, etc. giusto perché è obbligatorio ma che preferirebbero “il rapporto umano” a quattr’occhi con l’operatore dopo ore di file agli sportelli; che stampano rigorosamente tutto, dalle mail tradizionali, alle PEC, alle ricevute UNILAV, qualsiasi ricevuta Entratel, i certificati telematici di malattia, qualsiasi documento prodotto dall’INPS e dall’INAIL perché “si trovano meglio” o “si organizzano meglio” o “hanno sempre fatto così” e che, meticolosamente, inseriscono poi in coloratissime cartelline e faldoni che fungono, in stile favolosamente patchwork, da tappezzeria per le pareti dello Studio. Ogni cambiamento tecnologico (ma anche ogni novità normativa) è vissuto in maniera assolutamente stressante. Questa tipologia di professionista normalmente usa qualsiasi software al 20% delle sue potenzialità e cede facilmente alle lusinghe commerciali di sprovveduti venditori di software che promettono miracoli tecnologici.

La seconda, appena più tecnologica e audace della prima, si attesta sul 28% in base alla ricerca. È formata da soggetti che non desiderano perder tempo in valutazioni tecniche e tecnologiche, anche se strategiche per la professione, e si affidano al medesimo fornitore software per tutto ciò cui abbisognano per la migliore gestione delle pratiche. Questi colleghi mirano assai al risultato ma non ai processi e non hanno alcun problema a dotarsi di tecnologie ma senza un disegno strategico e metodologico; affidandosi ad una unica software house, o quasi, subiscono la drammatica conseguenza di rimanerne legati a vita diventandone una filiale; tutto ciò che questa gli propina (testi delle lettere, scelte normative, stampe, processi di lavoro) deve essere accettato senza possibilità di parola e di “pensiero” differente; diventa di fatto impossibile per essi cambiare il gestionale anche se insoddisfacente perché significherebbe cambiare tutto e ricominciare da zero; fortunatamente per loro ne sono felicemente inconsapevoli.

Gli audaci indipendenti, al 14% del campione divinamente chiamati “avanguardie strutturate” dal politecnico, sono coloro che investono in ICT e ne traggono i benefici ma non promettono amore eterno a nessuno (digital single); non temono alcun nuovo adempimento o complicazione, anzi ne sanno trarre motivo di digitalintelligence per una ulteriore diversificazione dai competitor, pretendono il meglio, prima di tutto da sé stessi e dal proprio team organizzandolo e dirigendolo con maestria, e poi da ciascun prodotto tecnologico cui s’affidano, valutano e agiscono consapevolmente cercando di ottenere il meglio da ogni ingranaggio dell’intera macchina. Sono professionisti digitali liberi e “indipendenti” che non esitano a cambiare il software gestionale, o qualsiasi altro, nel momento in cui ne riscontrano obsolescenza, decadimento performante o inadeguatezza al mantenimento del passo tecnologico. Questi professionisti, quando si dotano di una nuova tecnologia, cercano di sfruttarne al meglio tutte le peculiarità e sono protesi al cambiamento.

Ebbene di queste categorie i ricercatori del Politecnico individuano quella dei “periferici seduti” ed “efficienti miopi” a fortissimo rischio di lenta e progressiva esclusione dal mercato.

Ma cosa aspettano a darsi una scossa? Sono forse tutti in dirittura d’arrivo alla pensione? Fate come il collega Livio Lamparelli di Lecco che qui mi aggiorna sul suo “cammino” verso l’”avanguardia strutturata”:

“Ciao Stefano!

Vecchia roccia come stai? Sicuramente sarai sempre carico dell’entusiasmo che ti contraddistingue!

Senti, rubo un po’ del tuo tempo per aggiornarti sull’uso che sto facendo di Magnacarta in studio.

Questo 2015 lo stiamo utilizzando come front-end per i lavoratori dipendenti di alcune aziende mie clienti. via mail ricevono la segnalazione, si collegano e scaricano i loro documenti. Dal lul, a tutta la modulistica loro riguardante.

Per il mio studio e i miei collaboratori è un vanto quello di riuscire a fornire un servizio innovativo che nessun altro è ancora in grado di dare con questo livello di semplicità e fruibilità.

Non è per me fonte di guadagno, ho deciso di offrirlo ai miei clienti gratuitamente. In questo momento di “vacche magre” trovo che sia un ottimo sistema di fidelizzazione.

Dall’anno nuovo invece, introdurremo l’archiviazione documentale di studio. Sarà per noi un grosso impegno iniziale (conto di inserire una ragazza in organico che si occupi proprio di questo) ma ci obbligheremo ad utilizzare magnacarta per tutto. Ogni documento sarà archiviato e digitalizzato.

Niente, volevo solo aggiornati su come andava magnacarta e farti sapere quanto per noi è diventato e diventerà sempre più essenziale.

Buona giornata e buon lavoro!

E ora, caro collega professionista, Avvocato, Commercialista o Consulente del Lavoro che tu sia, non leggere questa mia disamina senza sentirti troppo coinvolto, non pensare mi riferisca ad altri e non personalmente a Te; chiediti sia a quale categoria hai appartenuto fino a oggi e a quale vorrai appartenere da adesso in poi; AGISCI.

 

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